{"id":55,"date":"2016-02-16T17:29:26","date_gmt":"2016-02-16T16:29:26","guid":{"rendered":"http:\/\/angelblackmaster.altervista.org\/?page_id=55"},"modified":"2021-01-28T15:57:36","modified_gmt":"2021-01-28T15:57:36","slug":"radiazioni-ionizzanti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/tesiasrl.it\/?page_id=55","title":{"rendered":"Radiazioni Ionizzanti"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\">\n<p class=\"testo_normale\" align=\"justify\"><strong>La ionizzazione<\/strong> consiste nella separazione di uno o di pi\u00f9 elettroni dagli atomi o dalle molecole di cui fanno parte, che restano di conseguenza carichi positivamente. La ionizzazione non comporta quindi una generazione di carica elettrica netta, ma una messa a disposizione di cariche elettriche per successive ricombinazioni e reazioni all&#8217;interno della materia irraggiata. La radioattivit\u00e0 naturale fu osservata per la prima volta nel 1896 da Henri Becquerel quando, studiando il fenomeno della fluorescenza di alcuni sali di uranio, si accorse casualmente che i suoi campioni emettevano una radiazione penetrante simile a quella descritta un anno prima da Roengten nei suoi lavori sulle scariche dei gas. Col tempo si chiar\u00ec che gli atomi che emettono radiazioni sono instabili e decadono con formazione di nuovi atomi. L&#8217;impiego di campi magnetici ha permesso di stabilire che esistono tre distinti tipi di radiazioni naturali indicate come radiazioni\u00a0<strong>\u03b1<\/strong>, <strong>\u03b2<\/strong> e <strong>\u03b3<\/strong>. La <strong>ionizzazione<\/strong> avviene, di solito, con due meccanismi, che comportano entrambi la formazione di una coppia di ioni, purch\u00e9 l&#8217;energia ceduta all&#8217;elettrone sia maggiore dell&#8217;energia di legame (<em>potenziale di ionizzazione<\/em>):<\/p>\n<\/div>\n<ul>\n<li>\n<div class=\"testo_normale\" align=\"left\">collisione diretta con un elettrone orbitale;<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div align=\"center\">\n<div class=\"testo_normale\" align=\"left\">interazione dei campi elettrostatici della particella\u00a0<strong>\u03b1<\/strong> e degli elettroni orbitali del mezzo assorbente.<\/div>\n<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"testo_normale\" align=\"left\">L&#8217;interazione delle particelle\u00a0<strong>\u03b1<\/strong> con la materia non gassosa \u00e8 estremamente ridotta, e ci\u00f2 \u00e8 dovuto a due diverse componenti:<\/p>\n<ol>\n<li class=\"testo_normale\" style=\"text-align: left;\">elettrostatica: dovuta alla carica positiva doppia<\/li>\n<li class=\"testo_normale\" style=\"text-align: left;\">meccanica: dovuta alla massa considerevole su scala atomica.<\/li>\n<\/ol>\n<\/div>\n<p class=\"testo_normale\" align=\"justify\">Di conseguenza una particella <strong>\u03b1<\/strong> \u00e8 in grado di formare un numero (<em>ionizzazione specifica<\/em>) elevato di coppie di ioni per unit\u00e0 di percorso.<br \/>\n<em>Particelle <strong><span style=\"font-family: symbol; font-size: small;\">b<\/span><\/strong>:<\/em> hanno carica negativa e sono costituite da elettroni, provenienti dal nucleo.<br \/>\n<em>Radiazione <strong><span style=\"font-family: symbol; font-size: small;\">g<\/span><\/strong>:<\/em> non subisce deflessioni in campo magnetico, non \u00e8 costituita da particelle, ma \u00e8 di natura elettromagnetica, come la luce visibile.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"testo_normale\" align=\"justify\">Va rilevato che le radiazioni citate \u2013 <strong>\u03b1<\/strong>, <strong>\u03b2<\/strong> e <strong>\u03b3<\/strong>: &#8211; sono emesse dal nucleo degli atomi radioattivi ed i fenomeni di decadimento sono legati alle propriet\u00e0 nucleari delle singole specie di nuclei instabili, indicate con il termine:<em> nuclidi radioattivi o radionuclidi<\/em>.<br \/>\nTalora sono emesse anche radiazioni di origine atomica anzich\u00e9 nucleare, dovute cio\u00e8 a fenomeni inerenti gli elettroni orbitali: questo \u00e8 il caso dei raggi X.<br \/>\nE&#8217; stato osservato che il decadimento di tutte le sostanze radioattive avviene seguendo la stessa legge di decadimento esponenziale caratterizzata da una costante di decadimento a sua volta legata al concetto di vita media e tempo di dimezzamento (tempo necessario affinch\u00e9 l&#8217;attivit\u00e0 iniziale di un dato radioisotopo si riduca a met\u00e0).<br \/>\nCiascun atomo radioattivo ha il suo proprio schema di decadimento, caratterizzato da due grandezze:<\/p>\n<ul>\n<li class=\"testo_normale\" style=\"text-align: left;\">la vita media<\/li>\n<li class=\"testo_normale\" style=\"text-align: left;\">\n<div class=\"testo_normale\" align=\"left\">l&#8217;energia emessa.<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<p class=\"testo_normale\" align=\"justify\">L&#8217;identificazione di un particolare radioisotopo dipender\u00e0 pertanto dal queste due grandezze; alcuni radioisotopi hanno vita media pressoch\u00e9 uguale ma energia di emissione diversa, mentre altri hanno energie di emissione molto vicine ma vite medie notevolmente diverse.<br \/>\nUn tubo a raggi X non \u00e8 altro che un piccolo acceleratore di elettroni, emessi da un filamento riscaldato e poi accelerati verso l&#8217;anodo per mezzo di una differenza di potenziale. Questi elettroni quando arrivano sul bersaglio (l&#8217;anodo) danno origine a raggi X di frenamento, di tutte le energie fino a quella degli elettroni incidenti, cui si aggiungono i raggi X caratteristici dell&#8217;elemento di cui \u00e8 costituito l&#8217;anodo, di energia ben definita.<br \/>\nNaturalmente, sono macchine radiogene anche gli acceleratori di particelle, ben noti per la loro utilizzazione nella ricerca scientifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/tesiasrl.it\/PDF\/3_Servizio_di_Esperto_Di_Radioprotezione.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Brochure del servizio di Esperto di Radioprotezione<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-55","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/tesiasrl.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/55","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/tesiasrl.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/tesiasrl.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tesiasrl.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tesiasrl.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/tesiasrl.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/55\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1161,"href":"https:\/\/tesiasrl.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/55\/revisions\/1161"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/tesiasrl.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}